Edizione 2026 del Festival “Quo vadis?” dedicata all’Albania
Dall’8 maggio al 7 giugno un fitto calendario di appuntamenti tra Bolzano, Laives e Merano per approfondire linguaggi, tradizioni e visioni contemporanee dell’Albania.
BOLZANO (USP). Venerdì 8 maggio parte la quinta edizione di “Quo vadis? Festival delle culture e delle lingue”, l’iniziativa che porta in Alto Adige lingue e culture di diversi Paesi del mondo. Curato dall’associazione lasecondaluna e dalla cooperativa CEDOCS, il progetto è sostenuto dall’Ufficio Bilinguismo e lingue straniere della Ripartizione Cultura italiana, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia. Fino al 7 giugno, il festival coinvolgerà Bolzano, Laives e Merano, ponendo al centro l’Albania. Il programma multidisciplinare ne approfondirà gli aspetti antropologici, storici e artistici, con un’attenzione particolare alla lingua albanese, una delle realtà linguistiche straniere più diffuse nel tessuto sociale locale.
“Conoscere nuove lingue e culture è la base per costruire legami solidi. Questa iniziativa trasforma l’apprendimento linguistico e culturale in un’esperienza concreta di incontro, rafforzando il dialogo e il tessuto sociale della nostra Provincia”, sottolinea il vicepresidente e assessore alla Cultura italiana Marco Galateo.
20 appuntamenti in programma
Il calendario proporrà oltre 20 appuntamenti, tra laboratori linguistici per apprendere le prime nozioni di albanese e cooking class dedicate alla gastronomia tradizionale. L’offerta sarà arricchita da performance musicali, spettacoli, proiezioni e incontri letterari, con momenti dedicati anche alle letture per bambini. Non mancheranno approfondimenti sull’Albania come meta turistica e sulla sua storia. Previsti anche due eventi espositivi. A Bolzano, al Centro Trevi la mostra “I don’t see any nouns, I see only verbs” presenterà le installazioni di Edson Luli, artista contemporaneo di origini albanesi, sul rapporto tra linguaggio e realtà.
A Laives, "Mirë se vini» «Mirë se ju gjeta" sarà invece un percorso partecipativo che, attraverso storie e testimonianze, darà voce alla comunità albanese locale, creando uno spazio di incontro e dialogo tra esperienze e identità diverse.
“Il progetto rende protagoniste le persone che hanno unito le proprie radici alla realtà locale, generando nuove opportunità di crescita culturale. Valorizzare la lingua albanese significa preservare un importante tassello della tradizione multilingue dell’Alto Adige”, evidenzia la direttrice dell’Ufficio Bilinguismo e lingue straniere Donatella Ricchetto. Il programma dettagliato, con modalità di partecipazione e prenotazione, è consultabile sul sito ufficiale: www.quovadisfestival.it.
tl