Nutria: un roditore dagli effetti negativi

05/01/2026, 10:00

L'Ufficio Gestione fauna selvatica conduce una gestione efficiente per il controllo della popolazione di nutrie in Alto Adige: la nutria come specie invasiva e pericolo per l'ecosistema autoctono.

La nutria è alta fino a 65 centimetri, nuota con il corpo fuori dall'acqua, ha orecchie visibili e una coda rotonda (Foto: USP/Ufficio Gestione fauna selvatica)
La nutria è alta fino a 65 centimetri, nuota con il corpo fuori dall'acqua, ha orecchie visibili e una coda rotonda (Foto: USP/Ufficio Gestione fauna selvatica)

BOLZANO (USP). Le nutrie sono state avvistate per la prima volta in Alto Adige nel 2006 e, da allora, continuano a diffondersi senza soluzione di continuità. Il roditore è stato già avvistato anche nella Val d'Adige tra Gargazzone e Salorno, anche se la maggiore espansione si concentra in pianura. 

"Per una gestione efficiente delle specie esotiche invasive, soprattutto della nutria, l'individuazione precoce gioca un ruolo fondamentale. Per questo motivo si fa molto affidamento sull'aiuto dei cittadini, in particolare dei cacciatori, dei pescatori e anche dei consorzi di bonifica. Qualsiasi tipo di segnalazione o indizio che indichi una possibile presenza di una specie esotica invasiva deve essere segnalata immediatamente all'Ufficio Gestione fauna selvatica", ha sottolineato l'assessore provinciale all'Agricoltura e Foreste Luis Walcher: "Nel 2016 la nutria è stata inserita nell'elenco delle specie esotiche invasive d'importanza unionale nocive per l'ecosistema autoctono, gli stati membri dell'UE sono stati incaricati di assumere misure per il contenimento. Questa classificazione è stata adottata prima a livello nazionale e poi nel Regolamento provinciale sulla caccia"

"L'Ufficio Gestione fauna selvatica conduce una gestione efficiente per il controllo della popolazione di nutrie in Alto Adige e ha stabilito i casi particolari", spiega il direttore del Servizio forestale Günther Unterthiner: "Con il decreto Omnibus numero 44 del 2025 è stato modificato l'articolo 29 della legge provinciale del 1987, che adesso prevede la possibilità di incaricare i titolari del diritto di esercizio venatorio, in possesso dei requisiti generali, dell’esecuzione delle misure di contenimento. Cacciatrici e cacciatori possono dunque regolare la specie invasiva nel proprio territorio. Questa modifica sostiene la gestione dell'Ufficio e consente una reazione rapida agli animali presenti localmente. Su questa base negli scorsi anni è stato già possibile prelevare circa 40 animali". 

L'Ufficio Gestione fauna selvatica mette a disposizione dei comprensori, su richiesta, appositi dispositivi di cattura. "Per le guardie venatorie in servizio operanti nei territori con presenze accertate di nutria l’Ufficio Gestione fauna selvatica organizza, a partire dall’inizio dell’anno 2026, un corso di formazione che comprende la gestione delle trappole, il colpo di abbattimento e la registrazione delle armi", comunica Dominik Trenkwalder dell'Ufficio Gestione fauna selvatica nella Ripartizione Servizio forestale della Provincia di Bolzano. 

Registrare gli avvistamenti

Tracce o indizi che farebbero supporre la presenza di una specie faunistica invasiva devono essere segnalati all'Ufficio Gestione fauna selvatica o alla stazione locale del Servizio forestale. Chiunque osservi le nutrie e indizi della sua presenza è pregato di informare il giorno stesso l'Ufficio Gestione fauna selvatica: telefonicamente al numero 0471 415170 o via e-mail: gestione.fauna.selvatica@provincia.bz.it.


Ulteriori informazioni

La nutria (Myocastor coypus) 

Nutria (Myocastor coypus) 

La specie invasiva Nutria (Myocastor coypus), chiamata anche castoro nutria o castoro di palude, vive per metà in acqua e per metà sulla terraferma. “Invasiva” significa che non è autoctona dell'Alto Adige e che la sua diffusione ha effetti negativi: quando questi erbivori si presentano in gruppi, possono ridurre la vegetazione ripariale a tal punto da far scomparire importanti aree di riproduzione e rifugio per uccelli acquatici, pesci, anfibi e insetti. Nelle zone con insediamenti di lunga data, cambia anche la composizione della vegetazione: la diversità diminuisce e si diffondono specie vegetali che amano l'azoto, altamente competitive e in parte velenose, il che peggiora notevolmente la qualità ecologica delle acque. Inoltre, l'attività di costruzione della nutria mette a rischio la stabilità delle zone ripariali, in particolare dei canali di scolo, con conseguenze per le infrastrutture, la protezione dalle inondazioni e gli habitat adiacenti.

mac/ee