Prima edizione del Premio Euregio per la cultura del costruito

06/10/2025, 16:05

Il premio va a Studio Lois (Tirolo), Lukas Mayr (Alto Adige) e Campomarzio (Trentino), il premio del pubblico a "he und du“ (Tirolo). Motto: "Valorizzare l'esistente e riordinare il contesto“. 

Lukas Mayr (da sinistra) Rita Illien (membro della giuria e architetta paesaggista), il Capitano del Tirolo e presidente dell'Euregio Anton Mattle, l'assessore provinciale Philipp Achammer (Provincia di Bolzano) e l'assessore provinciale Simone Marchiori (Trentino). (Foto: Land Tirol/Danijel Jovanovic)
Lukas Mayr (da sinistra) Rita Illien (membro della giuria e architetta paesaggista), il Capitano del Tirolo e presidente dell'Euregio Anton Mattle, l'assessore provinciale Philipp Achammer (Provincia di Bolzano) e l'assessore provinciale Simone Marchiori (Trentino). (Foto: Land Tirol/Danijel Jovanovic)

BOLZANO (USP). Un approccio attento alla qualità e all'estetica degli edifici: questa è la cultura del costruito. Il 6 ottobre l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino ha consegnato per la prima volta il Premio Euregio per la cultura del costruito nel Landhaus di Innsbruck. Quest'anno l'evento si è svolto all'insegna del motto "Valorizzare l'esistente e riordinare il contesto“ e premia progetti di eccezionale valore.

Nel concreto sono stati invitati a partecipare progettisti che hanno realizzato ristrutturazioni, recuperi o ampliamenti in uno o più dei tre territori dell'Euregio. In totale sono stati presentati 55 progetti, di cui 27 dal Tirolo, 19 dall'Alto Adige e nove dal Trentino. Una giuria ha selezionato un vincitore per ciascun territorio: Studio Lois (Innsbruck), Lukas Mayr (Percha/Innsbruck) e Campomarzio (Trento/Bolzano) ricevono, per il loro approccio sensibile e orientato al futuro verso la preesistente cultura del costruito, una scultura in bronzo realizzata dallo scultore Lois Anvidalfarei.

Un premio del pubblico è stato decretato tramite votazione online. Quest'ultimo è stato conquistato dallo studio di architetti di Innsbruck he und du per il progetto "FELSA“. Il premio: una litografia dell'artista ladino Anvidalfarei.

Il premio Euregio per la cultura del costruito è stato istituito dal già Presidente del Tirolo Wendelin Weingartner. Esso ha l'obiettivo di celebrare personalità in grado di convincere grazie alla propria attitudine distintiva verso la cultura del costruito. I progetti dovrebbero ad esempio mostrare in che modo gli edifici possono plasmare positivamente l'ambiente, la qualità di vita e l'identità.

Il presidente dell'Euregio e Capitano del Tirolo Anton Mattle accoglie questa iniziativa con entusiasmo: come ha sottolineato Mattle, il premio consolida doppiamente la consapevolezza: "Da una parte per la base culturale d'insieme dell'Euregio, dall'altra per la cultura del costruito. L'architettura e la gestione sostenibile del patrimonio esistente sono mezzi cruciali per rendere il nostro paesaggio vivibile e per produrre un valore aggiunto“.

Anche l'assessore all'Istruzione e cultura tedesca della Provincia autonoma di Bolzano Philipp Achammer ha rimarcato: "Con il Premio dell'Euregio per la cultura del costruito lanciamo un forte segnale per un'edilizia di qualità e identitaria nell'Euregio. Il legame fra tradizione e innovazione costituisce un valore aggiunto per il nostro ambiente e rispecchia la nostra identità“.

L’assessore trentino alle politiche per la casa, patrimonio e promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori ha commentato: “Il Premio Euregio assegnato oggi valorizza la capacità di costruire nel rispetto della storia e dell’identità dei nostri territori, valorizzando il territorio che ci contraddistingue e ci unisce. Anche il progetto trentino premiato dimostra come innovazione e memoria possano convivere e generare qualità e benessere per le comunità”.

La Giuria di esperti, composta dall'architetta paesaggista Rita Illien, dall'ingegnere edile Jürg Conzett e dall'architetto Armando Ruinelli, ha visionato i progetti in diverse riunioni, selezionando quelli più votati e stabilendo i vincitori.

Ulteriori informazioni su: www.euregio.info/culturadelcostruito

Ulteriori informazioni

I premiati di Tirolo, Alto Adige e Trentino

Tirolo 

Studio Lois, fondato nel 2015 a Innsbruck, lavora a progetti di grande valore sociale – dall'edilizia sociale alla cultura del costruito fino a progetti internazionali e persegue un linguaggio architettonico che valorizza le risorse. Il progetto “Tempo del risveglio– Klösterle“ a Imst illustra l'approccio sensibile verso la parte originale del monastero, un edificio tardo romanico del quattordicesimo secolo, che nei secoli ha subito numerosi ampliamenti ed è rimasto vuoto a lungo. Studio Lois ha elaborato una soluzione con l’approvazione della Soprintendenza ai Beni Culturali che ha permesso di costruire un piccolo sito edificabile tra l’antico monastero e l’attuale costruzione. Esso consiste in un complesso che ha consentito di preservarne la sostanza storica, integrandola al contempo con nuovi utilizzi, quali quello di Casa di cura, di asilo nido e di residenza assistita per anziani. Il progetto integra la cura del patrimonio storico con la riqualificazione urbana e l’impatto sociale.La giuria premia il risanamento accurato del vecchio monastero e la nuova struttura ad esso collegata ad Imst come prestazione architettonica eccezionale. Nella gestione rispettosa del patrimonio storico, nel legame armonioso tra antico e nuovo così come nell’attuazione scrupolosa di requisiti complessi si ravvisa un elevato livello di qualità che costituisce un importante impulso per la riqualificazione del centro storico.

Alto Adige

Lukas Mayr, nato nel 1973 a Brunico, vive e lavora a Percha e a Innsbruck. Il suo approccio è caratterizzato da una ricostruzione rispettosa e dalla ricerca di un'identità collettiva negli edifici.

Il progetto “Ricostruire Haidacher: lavorare e abitare“ a Percha, Brunico, trasforma la tradizione ultracentenaria di una bottega. Il punto di partenza è stato la ristrutturazione di una piccola bottega per trasformarla nell'atelier “La cucina di Haidacher”. In più fasi di costruzione è stata realizzata una bottega ampliata con nuovi locali di produzione e appartamenti per la famiglia. Il progetto crea un legame tra la vecchia e la nuova costruzione, sensibile all’ambiente circostante e al patrimonio: un soffitto inverdito si colloca in un piano inclinato, il lucernario illumina in profondità il laboratorio, la scelta dei materiali unisce acciaio, cemento e legno massiccio. Il progetto predilige la trasformazione all'abbattimento e sottolinea la continuità tra vita e lavoro nello stesso luogo.

La giuria riconosce in questo progetto la cultura del costruito come insieme di tradizione, innovazione e lavoro artigianale. Attraverso progressivi ampliamenti, un’architettura pragmatica ma di alto livello e il rapporto rispettoso con il patrimonio e il paesaggio si distingue il complesso, un progetto funzionale, identitario e di valore duraturo.

Trentino

Campomarzio è un collettivo situato a Trento e Bolzano con un approccio multidisciplinare nell'architettura, pianificazione urbanistica, ricerca e comunicazione visuale, che ha già ricevuto riconoscimenti internazionali, tra i quali quello della Biennale di Venezia. Il progetto "Recupero del Moderno“ è dedicato alla ristrutturazione del quartiere di edilizia popolare degli anni '70 di Madonna Bianca Trento. Invece che una demolizione è stato avviato un processo rivolto a preservare il valore architettonico e urbanistico del complesso. L'ufficio ha documentato e trasmesso il potenziale culturale del quartiere, con iniziative quali la mostra "Almanacco 70“. Il progetto è finalizzato ad un'accurata ristrutturazione energetica e funzionale, senza comprometterne l'identità architettonica. Il progetto esprime il significato dell'architettura del dopo guerra come eredità culturale e risorsa per il futuro.

La giuria premia la riqualificazione dei grattacieli come esempio virtuoso di una gestione rispettosa dell'architettura del dopo guerra. Attraverso migliorie sotto il profilo energetico e tecnico, così come attraverso interventi innovativi, la vocazione originaria rimane intatta, mentre la funzionalità e la praticità vengono implementate in modo significativo. La struttura viene dunque resa ecologica, economica e architettonica.

Premio del pubblico

Il premio del pubblico va a he und du per il progetto "FELSA“. Lo studio di Innsbruck he und du persegue la ricostruzione rispettosa verso l’ambiente, il patrimonio e le persone. Secondo questa visione la sostenibilità si traduce in materiali autentici, interventi calibrati e un processo di pianificazione orientato al dialogo, con l’obiettivo di produrre un’architettura duratura e di radicare l’identità regionale nel presente.

FELSA“, Zams (2017): l’ampliamento di un’abitazione del 1960 per un nucleo familiare di cinque persone. Le funzioni sono state adesso riordinate: (l‘abitare al piano superiore, il dormire nel più freddo piano terra); la capriata di un’altezza di circa 5,5 m plasma il soggiorno, mentre “generose” finestre offrono la vista direttamente sulle montagne. Una parete divisoria in legno nel lato ovest offre intimità e consente di sedersi comodamente alla finestra. Materiali: cemento a vista e legno di abete rosso per molti interventi.

La giuria premia l’ampliamento come riqualificazione esemplare di un’abitazione del 1960, in cui la sostanza preesistente è stata utilizzata abilmente. Attraverso interventi mirati sono state prodotte soluzioni funzionali e meticolose, che all’esterno impattano in minima misura mentre all’interno convincono grazie alla qualità funzionale.

red/gst/ee

Sostenibilità