Terraferma: un punto di riferimento per rafforzare la rete tra giovani

10/06/2026, 11:25

Bilancio del primo anno di attività del Polo Educativo Territoriale Don Bosco a Bolzano. L’associazione Centro SYN don Bosco e le scuole del quartiere al centro di una nuova infrastruttura educativa.

Ragazze e ragazzi durante l'evento tenutosi al Centro Giovanile Terraferma a Don Bosco: qui il saluto sul palco di Gabriele Guatteri, responsabile pedagogico. (Foto: TV33)
Ragazze e ragazzi durante l'evento tenutosi al Centro Giovanile Terraferma a Don Bosco: qui il saluto sul palco di Gabriele Guatteri, responsabile pedagogico. (Foto: TV33)

BOLZANO (USP). Nell’ambito della nuova infrastruttura pubblica dei Poli Educativi Territoriali, il punto di riferimento per il quartiere don Bosco di Bolzano è Terraferma. Un rinnovato spazio culturale e giovanile che lavora insieme alle scuole di prossimità, la scuola primaria don Bosco e la scuola secondaria di primo grado Ada Negri, dando forma a un modello integrato in cui scuola, territorio e servizi educativi operano come un unico ecosistema. Il Polo Educativo Territoriale del quartiere don Bosco ha concluso il suo primo anno di sperimentazione con un evento di restituzione pubblica inserito nel calendario della Settimana dell’intercultura, confermandosi come una delle esperienze più innovative nell’ambito delle politiche giovanili provinciali.

In occasione dell’evento, il vicepresidente della Provincia Marco Galateo ha sottolineato il valore dell’esperienza: "Ringrazio Terraferma perché rappresenta, in un quartiere così importante come quello di don Bosco a Bolzano, la migliore espressione della nuova strategia di politiche giovanili, Trova il tuo spazio, che ho voluto inaugurare. Attraverso progetti come Pit Stop, che accoglie studenti sospesi offrendo loro un percorso educativo e culturale alternativo alla classica sospensione scolastica, il Polo Educativo Territoriale e il progetto Gialloni, Terraferma rappresenta l’intera filiera delle nuove politiche giovanili, dall’aggancio dei giovani in contesti marginali fino alla loro valorizzazione come attori della società e promotori del cambiamento", ha detto Galateo nel suo saluto ai presenti.

I Poli Educativi Territoriali rappresentano un nuovo modo d'intendere l’azione educativa: non un progetto temporaneo ma una vera infrastruttura sociale, in cui centri giovani e scuole condividono obiettivi, responsabilità e pratiche per offrire ai ragazzi spazi continui di crescita, superando la separazione tra tempo scolastico ed extrascolastico. Terraferma ha inoltre promosso negli ultimi due anni un percorso di coprogettazione con il quartiere che ha portato a immaginare un nuovo spazio culturale e giovanile aperto, visibile e attraversabile. Significativa anche la scelta di un’unica realtà gestionale per Terraferma, l’associazione Centro Syn don Bosco, nata dalla fusione tra l’ex Centro giovani Pierino Valer e il Circolo culturale che gestiva la Biblioteca Sandro Amadori, unica biblioteca in provincia specializzata per bambini e adolescenti.

In questo contesto è nato anche il progetto Pit Stop per l’accoglienza di studentesse e studenti destinatari di provvedimento disciplinare, una modalità innovativa di aggancio e accompagnamento dei giovani sperimentata proprio a Terraferma e destinata a essere estesa a livello provinciale a partire dal prossimo anno scolastico. Accanto a questa sperimentazione, i “Gialloni” rappresentano un esempio concreto di protagonismo giovanile: un gruppo di volontari attivi durante tutto l’anno che contribuisce alla costruzione delle attività. 

tl