Stazioni come nodi della mobilità: Provincia e RFI pianificano insieme
La Giunta provinciale approva il protocollo d’intesa per migliorare l’intermodalità. Per Alfreider, passare dal treno al bus, alla bici o agli spostamenti a piedi deve essere semplice e affidabile.
BOLZANO (USP). Le stazioni ferroviarie dell’Alto Adige dovranno diventare sempre più accessibili, funzionali e integrate con le diverse forme di mobilità sostenibile. È quanto affermato dall'assessore provinciale Daniel Alfreider, intervenuto in una conferenza stampa dopo la seduta della Giunta provinciale del 7 agosto. Su sua proposta, è stato approvato lo schema di protocollo d’intesa tra la Provincia autonoma di Bolzano e RFI-Rete Ferroviaria Italiana.
L’obiettivo è migliorare l’accessibilità e l’attrattività delle stazioni, rendendo più semplice l’interscambio tra ferrovia, trasporto pubblico locale, bicicletta, mobilità pedonale e nuovi servizi di mobilità condivisa ed elettrica. In questo ambito l’Alto Adige è stato uno dei territori pilota. Ne sono un esempio concreto i centri di mobilità di Bressanone e Brunico, dove diversi mezzi e servizi di trasporto vengono collegati in un unico luogo.
“Una stazione non è soltanto il luogo in cui si ferma un treno. È il punto di collegamento tra persone, territori e diversi mezzi di trasporto”, sottolinea l’assessore provinciale alla Mobilità Daniel Alfreider. “Chi sceglie la mobilità sostenibile ha bisogno di percorsi brevi, collegamenti chiari e accessi senza barriere. Su questo vogliamo lavorare insieme a RFI”.
Dopo la sottoscrizione del protocollo sarà istituito un tavolo tecnico permanente tra Provincia e RFI. Alla definizione del programma comune collaboreranno anche la Ripartizione Mobilità e STA-Strutture Trasporto Alto Adige SpA.
Entro sei mesi dalla firma verrà predisposta un’analisi complessiva delle stazioni e dei rispettivi contesti territoriali. Saranno valutati i collegamenti con gli autobus, i percorsi pedonali e ciclabili, i parcheggi di interscambio, i servizi condivisi e le infrastrutture di ricarica. Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità universale e al collegamento tra stazioni e centri abitati.
“Non vogliamo programmare interventi isolati, ma considerare ogni stazione insieme al territorio che la circonda”, evidenzia Alfreider. “Il risultato dev'essere concreto per chi viaggia: raggiungere più facilmente la stazione, cambiare mezzo senza complicazioni e poter contare su un’intera catena di mobilità affidabile”.
Il protocollo non comporta, in questa fase, obblighi finanziari diretti a carico del bilancio provinciale. Singoli progetti, relativi finanziamenti e responsabilità operative saranno disciplinati attraverso successivi accordi tra RFI, Provincia e Comuni interessati.
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